Venire male in foto

Tantissime persone nel momento in cui devono scegliere il fotografo per il loro matrimonio, pensando di venire male in foto, sono titubanti e assumono un atteggiamento di chiusura.

Quante volte avrò sentito la frase “Ho un problema, vengo male in foto”!

Ormai non ci faccio più quasi caso… E’ la classica espressione di tante future spose…

Probabilmente questo dipende da un mix di fattori.

Innanzi tutto dal non essere abituate a stare di fronte ad una macchina fotografica, ma anche dall’esasperazione del concetto di bellezza, dall’overdose di immagini che quotidianamente troviamo sui social, dall’utilizzo sfrenato di filtri che modificano le foto e fanno sembrare tutte le ragazze delle modelle.

Chiaramente tutto ciò influisce a livello inconscio, tanto è vero che tante spose associano costantemente il venire male in foto alla fotografia.

Il concetto è, inoltre, amplificato a proposito della fotografia di matrimonio, per il fatto che, in quella giornata, gli sposi sono al centro dell’attenzione e tutti quanti sono bramosi di vedere le foto soprattutto della sposa, ragion per cui, è normale, da parte di quest’ultima, avere una certa preoccupazione.

Per questo motivo tante spose hanno il timore di venire male in foto e ovviamente cercano nel fotografo un aiuto per risolvere tale problematica.

Alle spose convinte di venire male in foto, la maggior parte dei fotografi risponde “Non ti preoccupare, so io come fare a metterti a tuo agio e sarai bellissima”.

Un altro suggerimento molto frequente è “ti dico io come metterti in posa e stai sicura che non avrai più il pensiero di venire male in foto”.

Beh, queste affermazioni mi fanno sorridere perché servono davvero a poco, soprattutto di fronte ad una esplicita richiesta d’aiuto.

Non metto assolutamente in dubbio la maestria professionale di coloro che danno simili consigli, ci mancherebbe, tuttavia sono più che certo che, ad una persona che non si sente a proprio agio di fronte ad una macchina fotografica ed ha quindi il timore di non essere fotogenica, tali consigli non siano sufficienti a tranquillizzarla.

A questo punto, se vuoi cambiare approccio e cercare di superare questa problematica, ti suggerisco di compiere queste 4 azioni:

1) Innanzi tutto non credere alle promesse

Che garanzia ti può dare la promessa che sarà il fotografo a riuscire a metterti a proprio agio?

Una persona che si imbarazza a farsi fotografare, nonostante venga guidata nelle posizioni da assumere per gli scatti, avrà atteggiamenti assolutamente innaturali e questo nelle foto si vedrà.


Non basta ricevere indicazioni di posizionare le braccia in un determinato modo o di utilizzare quella particolare movenza, per apparire spontanei e rilassati in foto!

Non basta ricevere indicazioni di posizionare le braccia in un determinato modo o di utilizzare quella particolare movenza, per apparire spontanei e rilassati in foto!

Fidandoti, penseresti di aver risolto il problema, ma ti accorgerai, durante lo shooting, della situazione contraria e, di conseguenza, percepirai l’imbarazzo di trovarti ancora in quella situazione.

Prendi in considerazione anche la possibilità di fare una sessione aggiuntiva di scatto di coppia, se necessaria, anche durante il ricevimento, in modo da consentire al fotografo di non stare troppo stretto con i tempi a sua diposizione.

2) Scegli un fotografo che adotti la tecnica del reportage e che sia propenso a ridurre al minimo gli scatti “convenzionali” tipici del matrimonio

E’ normale che chiunque che non lo faccia come lavoro, sia imbarazzato a stare in posa.

Per questo motivo è necessario ridurre al minimo gli scatti in posa, in modo da essere il meno invasivo possibile.

Considera che anche quando si parla di reportage, ci sono una serie di scatti, quali ad esempio le foto con i genitori o con i testimoni o con i parenti più prossimi, che tutte le spose vogliono avere perché “non possono mancare” e fanno parte della tradizione.

Ridurre al minimo tali scatti, programmandoli e condividendoli con la coppia, sicuramente creerà una situazione molto più confortevole per chi, sentendosi a disagio a stare in posa, pensa continuamente di venire male in foto.

3) Personalizza il servizio fotografico con il fotografo in base alle situazioni che ti creano meno disagio.

In questa situazione la personalizzazione del servizio fotografico diventa fondamentale, perché ti permette di organizzare il servizio fotografico in base ai tuoi desideri.

Capire come affrontare ogni fase del matrimonio, evitando il più possibile quelle situazioni che possono aumentare il tuo livello di imbarazzo e quindi di disagio, ti permette di affrontare la giornata con una maggiore tranquillità.

Per esempio se ti imbarazzi particolarmente a farti riprendere in vestaglia durante la preparazione, è possibile adottare delle accortezze per bypassare questo momento.

4) Scegli un fotografo che ti accompagni al matrimonio attraverso degli incontri conoscitivi finalizzati a renderti quanto più possibile partecipe del servizio fotografico

Il timore di venire male in foto a mio avviso deriva innanzi tutto da una poca familiarità con la macchina fotografica ma soprattutto con il fotografo.

Conoscere perfettamente quello che accadrà dal punto di vista fotografico durante l’evento serve ad aumentare la tua consapevolezza fotografica.

Il fotografo è il professionista che nel giorno del matrimonio sarà più presente di tutti gli altri con te.

E’ fondamentale, pertanto, creare un rapporto basato su empatia reciproca, un rapporto fatto di complicità.

Immagina come potresti sentirti quando di prima mattina il fotografo con il quale hai fatto il tuo percorso di avvicinamento, che ha programmato il servizio fotografico in base alle tue attitudini in modo da creare le condizioni ottimali per farti sentire a tuo agio, arriverà a casa tua e ti sembrerà di continuare uno dei tanti incontri fatti precedentemente.

Ti sentirai sicuramente a tuo agio e tra una battuta ed una risata ti scatterà qualche foto senza che tu neanche te ne accorgerai.

Come lo percepiresti? Come una persona “di famiglia” o come un estraneo?

E il livello di empatia reciproca sarebbe idoneo a creare quelle condizioni di tranquillità, necessarie per affrontare una giornata così importante?

In questo articolo ti ho parlato di come creare un rapporto con il fotografo finalizzato a superare la paura di venire male in foto.

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